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Un presepe di conchiglie

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Sciacca in miniatura rappresentata nel presepe del saccense Calogero Quartararo. L'opera può essere visitata fino al 15 gennaio nella Chiesa di Sant'Antonio Abate.

 

Una vecchia tradizione quella del presepe, una passione ancora viva nelle case di molte famiglie e una passione per molti artisti, che si sono cimentati nella realizzazione di piccoli manufatti artigianali. Solo pura passione e nessun fine di lucro. È stata appunto la passione a spingere il saccense Calogero Quartararo, da tutti conosciuto come Lillo, a realizzare anche quest’anno a Sciacca un presepe del tutto originale: un presepe di conchiglie. Il lavoro realizzato nei minimi particolari ha avuto la collaborazione di Maria Grazia Levatino e del figlio Francesco Quartararo, che si sono adoperati nell’aiutare l’artista a posizionare i vari manufatti artigianali. L’opera suggestiva è stata collocata per tutto il periodo natalizio nella chiesa di Sant’Antonio Abate, esposta fino al 15 Gennaio 2012 e può  essere visitata dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 20  durante i giorni festivi e nei giorni feriali dalle ore 17 alle ore 20.

Conchiglie di tutte le dimensioni,  da piccolissime ad enormi che fungono da capanna per i pastori, Guseppe, Maria, l’angelo sopra la grotta e Gesù Bambino. Ma l’originalità del presepe è nella rappresentazione della città di Sciacca, con i suoi monumenti, chiese e palazzi: una città in miniatura realizzata con conchiglie di mare, dipinte e rivestite di tessuto e carta velina. Quartararo ha iniziato la sua opera quand’era molto giovane, già nel 1998 quando il presepe veniva esposto nella chiesa di Santa Caterina e successivamente anche nella suggestiva Chiesa di San Nicolò La Latina. Negli ultimi anni invece grazie alla disponibilità della Chiesa Madre e della Confraternita del Crocifisso si è potuto collocare nella chiesa di Sant’Antonio Abate, una chiesa antica, molto bella e purtroppo a volte dimenticata dalla città, ma che in queste occasioni diventa luogo di ospitalità e cultura. “Purtroppo”  lamenta Quartararo “lo spazio è piccolo e il presepe poteva essere allestito diversamente, facendolo anche più grande. Quest’anno è stato strutturato in modo da vedere la parte alta di Sciacca con San Calogero e scendendo Santa Caterina da un lato e dall’altra il centro storico con la chiesa Madre, la chiesa del Collegio e la chiesa del Carmine, ma l’idea è farlo più grande, in prospettiva e dando all’osservatore la possibilità di camminare lungo un percorso per vedere più da vicino i dettagli” poi aggiunge anche che neanche un assessore è entrato a vedere il presepe per non dire che “il comune non si è interessato completamente dell’iniziativa, ma tutto è frutto della passione e dell’amore di farlo” come inoltre ci spiega la sua collaboratrice. Questo presepe ideato con fantasia e con semplicità potrebbe essere un occasione per attirare il turista non solo durante il periodo natalizio, ma anche durante  tutto l’anno, in modo da avere una visione completa di Sciacca vista dall’alto, far apprezzare l’artigianato locale e nello stesso tempo visitare molte delle chiese e monumenti abbandonati dalla città che potrebbero essere luoghi per accogliere iniziative di questo genere. Consideriamo che a pochi passi dalla nostra città, a Burgio, nonostante la crisi, ha ideato già da tempo l’iniziativa “Presepi in festa”, dove i diversi quartieri durante il periodo natalizio fanno a gara per avere il presepe più bello e originale allestendolo nei cortili e nei vicoli del paese. Un ottimo spunto anche per dare l’occasione alla cittadinanza di sentirsi parte del proprio paese e nello stesso tempo far apprezzare la città ai visitatori. A Sciacca invece non si fa nemmeno il Presepe Vivente, diversamente da altri paesi limitrofi, e chi realizza il presepe, è spinto solo da pura passione come il signor Quartararo.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Gennaio 2012 17:23 )  

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